Secondo una ricerca condotta dalla mobile bank N26 a livello europeo, la pandemia ha trasformato in modo significativo il modo in cui gli studenti affrontano i piccoli e grandi problemi finanziari di ogni giorno.

Per far fronte al difficile panorama economico, gli studenti dimostrando lungimiranza e hanno cominciato a unire le forze per rendere più efficiente la gestione delle proprie spese. Un terzo del campione (74%) dichiara di condividere i pagamenti ricorrenti come le bollette, il 70% il costo dell’abbonamento a Internet e il 61% la spesa al supermercato.

Sono in molti a ricorrere al supporto della tecnologia per avere un maggior controllo sui conti in sospeso per le spese collettive, evitando così imbarazzanti conversazioni del genere: “chi deve cosa”. In particolare, più della metà (55%) utilizza un’app per dividere le bollette con gli amici, tra queste le più popolari sono quelle di N26, Paypal e Bizum (in Spagna).

Questi strumenti aiutano gli studenti a gestire le spese e avere in generale un migliore controllo delle proprie finanze. Oltre un terzo degli intervistati (37%) controlla regolarmente il proprio conto ed ha consapevolezza del budget mensile. Una percentuale maggiore (59%) descriverebbe il proprio atteggiamento nei confronti della gestione del denaro come prudente e il 47% si considera un “risparmiatore seriale”. Infatti, contro ogni previsione, gli studenti prevedono di risparmiare, in media, 153,56 euro al mese nel prossimo anno.

Infatti, nell’ultimo anno accademico, il 41% degli intervistati ha dichiarato di essere stato penalizzato dal punto di vista finanziario a causa dello stravolgimento delle abitudini e del proprio stile di vita. Per il 18% le perdite in questo periodo hanno superato i 500 euro.

Allo stesso tempo, le possibilità di guadagno per gli studenti si sono ridotte, con il 26% che ha perso il lavoro a causa della pandemia. Dal momento che gli studenti guadagnano, in media, € 339,54 al mese grazie a lavori occasionali, perderne uno può rappresentare un duro colpo per il proprio budget. In questo momento in cui ci affacciamo all’inizio di un nuovo anno accademico, il 30% degli studenti si dice preoccupato per la propria situazione finanziaria. Un quarto (25%) non dispone di risparmi e fa fatica a trovare un lavoro.

LO SPACCATO ITALIANO

Il campione italiano, rappresentato da 1.000 individui, ha fornito un interessante spaccato nazionale sotto molteplici punti di vista.

Il primo riguarda il ritorno alla normalità e quindi il rientro nelle aule universitarie per assistere alle lezioni in presenza, evento che gli studenti italiani vivono con eccitazione (19%), ma anche un certo nervosismo (19%). Secondo le proiezioni dello studio, il prossimo anno accademico vedrà salire la percentuale di studenti che torneranno nelle aule degli atenei da 1% a 16%, con un conseguente beneficio dal punto di vista psicologico.

Gli studenti italiani, infatti, hanno vissuto non poche pressioni in questo ultimo anno a causa dell’emergenza sanitaria. In primis quella dell’affitto dell’alloggio preso la città universitaria di riferimento. Seppur quasi la metà di loro abbia scelto di trasferirsi o tornare a vivere nella casa di famiglia, un quarto (27%) si è trovato a dover continuare a pagare l’affitto affrontando una spesa non da poco peso sul bilancio mensile.

Il 26% del campione italiano vive quindi con una certa ansia la propria situazione finanziaria, con quasi un terzo preoccupato perché non dispone di adeguati risparmi per far fronte alle spese di tutti i giorni, di conseguenza 3 su 5 degli intervistati definisce oggi “cauto” il proprio atteggiamento generale nei confronti dell’amministrazione del budget personale.

Riescono a fare conto sulle proprie risorse economiche per la gestione dei costi per abbonamenti TV (38%), Internet (29%), spese telefoniche personali (37%), iscrizioni in palestra (34%), serate con gli amici (48%), viaggi (46%).

Ricorrono al contributo delle famiglie invece per quanto concerne eventuali reti fisse (24%), le tasse universitarie (33%), la spesa di generi alimentari (27%).

In generale, per poter avere un miglior controllo delle proprie finanze e gestire le spese di tutti i giorni, come le bollette in condivisione con altri coinquilini, il 40% del campione si affida a un’app per effettuare questa tipologia di pagamento.

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