Utenti di Mozilla Firefox rilevano tempi di caricamento più lenti su YouTube rispetto a Chrome, sollevando interrogativi su possibili pratiche di favoritismo da parte di Google. Analisi del fenomeno e delle possibili implicazioni in termini di concorrenza e neutralità della rete.”

Diversi utenti di YouTube hanno iniziato a notare che la piattaforma video di Google si carica molto più lentamente su Mozilla Firefox rispetto a Chrome, un browser di proprietà di Google. Questa osservazione ha sollevato interrogativi sulla neutralità di Google nel trattare i vari browser.

Un utente del forum Reddit, u/vk6_, ha condiviso un video dimostrativo in cui YouTube, caricato su Firefox, mostra un notevole ritardo. Per alcuni secondi, la pagina mostra solo elementi di sfondo, senza alcun contenuto visibile. Solo dopo qualche secondo, la pagina viene caricata completamente. Inizialmente, questo potrebbe essere interpretato come un problema di connessione, ma il video suggerisce che potrebbe trattarsi di una scelta deliberata o di un bug.

Una prova ulteriore emerge quando si effettua lo spoofing dell’agente utente di Firefox per farlo apparire come Google Chrome. In questo scenario, YouTube si carica in modo completamente diverso e più veloce, senza tempi di attesa, e la pagina appare molto più rapidamente. Questa constatazione pone interrogativi sull’equità del trattamento di Google nei confronti dei diversi browser.

Un altro utente ha scoperto nel codice di youtube.com una funzione di “timeout” che impone un ritardo di cinque secondi prima del caricamento della pagina. Questo potrebbe essere correlato al controllo degli ad blocker, ma solleva comunque preoccupazioni su possibili pratiche discriminatorie. È importante notare che questo codice non sembra essere specificamente rivolto a Firefox. Inoltre, quando Chrome viene “spoofato” per comportarsi come Firefox, il ritardo non viene applicato al sito di YouTube, suggerendo che il problema potrebbe essere di natura tecnica piuttosto che deliberata.

Nonostante le speculazioni, alcuni utenti hanno ipotizzato che si tratti di un’azione deliberata da parte di Google, ma nessuna prova concreta è stata presentata a sostegno di questa teoria. Google, dal canto suo, non ha ancora riconosciuto il problema né lo ha commentato pubblicamente.

Questa situazione solleva questioni importanti riguardo alla neutralità della rete e alle pratiche competitive. Se dimostrato, un trattamento discriminatorio nei confronti dei browser concorrenti da parte di Google potrebbe avere implicazioni significative sul piano della concorrenza e dell’equità nell’accesso alle informazioni online.

Articolo precedenteTinder, nuove funzioni per incontrare le esigenze della Gen Z
Articolo successivoSSD: la fine dell’home office frena la domanda