Nel 2024, gli utenti di Google Chrome che utilizzano estensioni adblock affronteranno importanti limitazioni a causa dell’introduzione del nuovo formato Manifest V3. La mossa di Google pone sfide significative sia per gli sviluppatori che per gli utenti.

Gli utenti di Google Chrome che si affidano a estensioni per bloccare la pubblicità riceveranno una brutta notizia nel prossimo anno. È previsto che nel 2024 il browser limiterà ulteriormente il funzionamento di questi strumenti a seguito dell’adozione del nuovo formato Manifest V3.

Il progetto Manifest V3 era stato inizialmente lanciato nel 2021, e nella seconda metà dell’anno scorso si era diffusa la notizia che sarebbe stato implementato nel browser. Tuttavia, a seguito di diverse lamentele da parte degli utenti, Google aveva deciso di ritardare questa implementazione.

Ora, sembra che la “pausa” sia terminata e Google prevede di riprendere il formato nel prossimo anno. Inoltre, a partire da giugno 2024, l’azienda interromperà il supporto all’attuale Manifest V2. Di conseguenza, tutte le estensioni compatibili con Manifest V2 non saranno più disponibili per l’installazione nel Web Store di Chrome.

L’annuncio di questa ripresa, avvenuto alcuni giorni fa, mostra una posizione più aggressiva di Google contro il funzionamento degli adblock. Nonostante questo, Google ha dichiarato che gli utenti aziendali avranno un anno in più, permettendo loro di cercare alternative alle app compatibili con Manifest V2.

Che effetto ha sugli adblocker?

Manifest V2 funziona con un limite di regole di filtraggio per le estensioni. Con il nuovo formato, ci sarà un limite di 30.000 regole, significativamente inferiore rispetto alle 300.000 regole di estensioni come uBlock Origin. Questa riduzione è cruciale perché influisce direttamente sull’efficienza degli adblock.

E gli altri browser?

Mozilla Firefox ha annunciato che adotterà questo formato, ma non intende imporre limiti di filtraggio alle sue estensioni. In modo simile, Brave, un browser che blocca gli annunci pubblicitari per impostazione predefinita e basato sulla stessa struttura Chromium di Chrome, ha affermato che le sue funzioni di blocco degli annunci sono integrate nel browser stesso e che quindi dovrebbe continuare a bloccare le pubblicità efficacemente.

Queste modifiche di Google rappresentano una svolta significativa nel panorama dei browser, influenzando non solo gli sviluppatori di estensioni, ma anche gli utenti che si affidano a questi strumenti per una navigazione web priva di pubblicità. La mossa di Google pone importanti domande sull’equilibrio tra i diritti degli utenti e le strategie aziendali, e potrebbe incoraggiare gli utenti a esplorare alternative a Chrome per le loro esigenze di navigazione web.

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