Google sviluppa Aluminum OS per sostituire ChromeOS con Android. Ecco le nuove funzioni di Gemini e le scorciatoie da tastiera per il futuro desktop.
Google intraprende una trasformazione profonda attraverso lo sviluppo di un sistema operativo desktop Android completo destinato a sostituire ChromeOS nel prossimo futuro. Le indiscrezioni suggeriscono che il debutto della piattaforma avverrà nel corso dell’anno e presenterà metodologie inedite per l’interazione con Gemini AI sulla nuova interfaccia desktop. L’azienda di Mountain View focalizza i propri sforzi sulla creazione di un ambiente dove la convergenza tra mobile e desktop risulti totale e priva di interruzioni.
I colleghi di 9to5Google hanno individuato elementi all’interno della versione beta dell’app Google 17.5 che confermano l’implementazione di una specifica icona Gemini collocata stabilmente nell’angolo superiore destro dello schermo. Il posizionamento richiama la configurazione già osservata sui Chromebook Plus, dove l’accesso rapido all’assistente AI risulta fondamentale per migliorare l’usabilità del sistema operativo. La documentazione estratta dal codice riporta il comando:
- “Chiedi ai Gemini di aiutarti con la scrittura, la pianificazione, il brainstorming e altro ancora”
- “Attiva selezionando l’icona Gemini nell’angolo in alto a destra dello schermo o premi [GoogleKeyIcon] + Spazio”

L’integrazione di scorciatoie da tastiera facilita l’attivazione di Gemini tramite la pressione simultanea del tasto Google e della barra spaziatrice. Sebbene questa funzione ricalchi quanto già disponibile su ChromeOS tramite la combinazione tra tasto Cerca e tasto Google, l’azienda punta a superare l’efficienza di sistemi concorrenti come Siri su macOS attraverso una integrazione nativa profonda. L’annuncio di lavoro pubblicato su LinkedIn durante lo scorso anno conferma di porre l’intelligenza artificiale al centro del progetto noto internamente con il nome in codice di Aluminum OS.
Il lancio della prima anteprima pubblica chiarirà se i futuri Pixel Chromebook includeranno un tasto dedicato all’avvio rapido delle funzioni AI. Resta da verificare se l’ecosistema Android saprà garantire le prestazioni necessarie per gestire carichi di lavoro tipici di un ambiente desktop professionale e complesso senza compromettere le prestazioni hardware.

















































