L’assistente Gemini AI mostra instabilità su Android Auto. Molti utenti segnalano il ritorno improvviso di Google Assistant a causa di un bug riconosciuto.

L’integrazione di Gemini su Android Auto attraversa una fase di instabilità che mette a dura prova la pazienza degli automobilisti. Dopo un rilascio graduale iniziato a novembre e culminato in una distribuzione più ampia nelle ultime settimane, il chatbot di Google ha iniziato a mostrare segni di cedimento. Più che un calo di prestazioni, il sistema infotainment mostra un vero e proprio conflitto di identità software

Diversi utenti segnalano che Gemini AI viene sostituito casualmente da Google Assistant senza alcun intervento. Il bug ha fatto la sua comparsa inizialmente sul forum di supporto della community Android Auto e ha trovato rapidamente riscontri su Reddit, come riportato da un report di PiunikaWeb. Il comportamento anomalo si mostra con una frequenza irregolare e il sistema decide autonomamente di tornare alla vecchia interfaccia dell’assistente vocale per poi ripristinare Google Gemini dopo qualche ora di utilizzo. Questa instabilità si somma a un malcontento già diffuso sulla qualità dell’interazione. Molti automobilisti lamentano il fatto che Gemini sia troppo loquace, una caratteristica che in un contesto di guida risulta fastidiosa e potenzialmente distraente. La precisione che ci si aspetta da un assistente vocale dedicato all’infotainment sembra ancora lontana, tanto che una fetta della base utenti preferisce attivamente il ritorno al classico Assistant, giudicato più rapido e sintetico nelle risposte.

Per chi volesse tentare una soluzione empirica, esiste una procedura manuale segnalata dalla community. Bisogna accedere alla sezione Gestisci il tuo assistente digitale all’interno delle impostazioni di Android Auto, selezionare Assistenti digitali di Google e forzare il passaggio da Assistant a Gemini. Si tratta di un workaround che non garantisce risultati certi, ma rappresenta l’unica opzione prima di un intervento lato server. Il team di sviluppo Android Auto ha riconosciuto l’esistenza del bug pochi giorni fa e questa rapidità d’azione promette tempi brevi per il rilascio di una patch correttiva. Google deve però affrontare un problema più profondo della semplice risoluzione di un errore di codice: convincere gli utenti che l’intelligenza artificiale generativa sia effettivamente superiore a un sistema di comandi vocali collaudato e meno invasivo.

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Alessandro Valenti
La mia passione per l'elettronica supera la semplice curiosità per le novità di mercato e si fonda su una solida preparazione ingegneristica, necessaria per capire se un dispositivo mobile garantisce efficienza e stabilità termica anche sotto carichi di lavoro intensi. Da oltre dieci anni analizzo l'architettura dei processori per proporre recensioni che vanno oltre la scheda tecnica, poiché costruisco ogni giudizio su test empirici rigorosi capaci di rivelare la reale sostanza dell'hardware e di orientare gli utenti verso prodotti durevoli e performanti, al di là delle tendenze del momento.

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