In seguito a una storica sentenza giudiziaria, Alphabet concorda un risarcimento di 700 milioni di dollari e si impegna a riformare le politiche del Google Play Store per aumentare la competitività e beneficiare i consumatori

Alphabet, la società madre di Google, ha raggiunto un accordo da 700 milioni di dollari con tutti i 50 Stati degli USA, il Distretto di Columbia e due territori statunitensi. Questo accordo segue una recente sentenza di una giuria federale che ha dichiarato il Google Play Store un monopolio, con importanti implicazioni sia per il gigante della tecnologia che per l’industria degli app store.

Questo accordo storico arriva dopo denunce iniziali presentate contro il Google Play Store dai procuratori generali di circa tre dozzine di Stati e dai consumatori. Secondo quanto riportato da Bloomberg, i procuratori generali degli Stati avevano accusato Google di adottare tattiche anticoncorrenziali, costringendo gli sviluppatori di app a processare i pagamenti in-app attraverso la sua piattaforma, prelevando così una commissione tra il 15% e il 30% su tali transazioni.

Il caso contro Google era stato originariamente archiviato nel 2021, insieme a un’azione collettiva separata intentata da quasi 21 milioni di consumatori. Quest’ultima lamentava che la commissione del 30% di Google sulle transazioni del Play Store avesse portato a un aumento dei prezzi delle app.

L’accordo, raggiunto a settembre ma reso pubblico solo recentemente, prevede che 630 dei 700 milioni di dollari pagati da Alphabet vengano destinati alla creazione di un fondo comune per i consumatori. I restanti 70 milioni di dollari saranno utilizzati per pagare sanzioni, restituzioni, sgravi e commissioni agli Stati. I consumatori che hanno presentato reclami contro Google riceveranno almeno 2 dollari ciascuno dall’accordo, con un’eventuale somma maggiore in base alle loro spese nel Google Play Store tra il 16 agosto 2016 e il 30 settembre 2023.

Nel quadro di questo accordo, Google ha anche raggiunto un’intesa con Match Group sulle politiche del Play Store. Match Group è noto per possedere e gestire diverse popolari app di incontri come Tinder, Match.com, Meetic, OkCupid, Hinge, Plenty of Fish e OurTime.

Wilson White, vicepresidente di Google per gli affari governativi e la politica pubblica, ha dichiarato: “Questo accordo si basa sulla scelta e sulla flessibilità di Android, mantiene forti protezioni di sicurezza e conserva la capacità di Google di competere”. Inoltre, parte dell’accordo prevede che Google renda più facile per gli utenti Android scaricare app direttamente dagli sviluppatori.

Un avvocato degli Stati Uniti ha osservato che “nessun’altra autorità antitrust statunitense è stata finora in grado di ottenere da Google rimedi di questa portata”, sottolineando l’importanza e l’unicità di questo accordo.

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