Dimensity 9600 Pro a 2 nm mostra prestazioni fino al 25% superiori nei leak Geekbench 6. MediaTek punta su clock a 5 GHz e nuova architettura CPU.
Il prossimo Dimensity 9600 Pro non sembra intenzionato a giocare in difesa, posizionandosi come uno dei primi processori ad adottare il processo produttivo N2P a 2 nm di TSMC. Si tratta di un upgrade che permette a MediaTek di sperimentare architetture finora proibitive per via dei consumi. Il leaker cinese Digital Chat Station ha condiviso su Weibo i primi dati relativi a un campione di pre-produzione testato su Geekbench 6. I numeri mostrano punteggi single-core tra 4.200 e 4.300 e multi-core tra 12.000 e 12.500, valori che se confermati indicano prestazioni fino al 25% più veloci rispetto a pesi massimi come A19 Pro di Apple e lo Snapdragon 8 Elite Gen 5.
Il merito di questo balzo è merito di una scelta con cui MediaTek ha modificato il cluster della CPU che utilizza un design CPU “2 + 3 + 3” La novità determinante riguarda la presenza di due core ad alte prestazioni che spingono la frequenza di clock fino a 5,00 GHz. È la prima volta che un SoC mobile di questa categoria tenta di stabilizzarsi su frequenze simili per i carichi single-core e multi-core, superando i limiti dei modelli precedenti. Tuttavia, far girare due core a 5,00 GHz non è un’operazione priva di rischi. Tutto suggerisce che l’aumento delle temperature e il drenaggio energetico siano i principali ostacoli da monitorare. È probabile che questi picchi siano sostenibili solo per brevi periodi, tipici dei benchmark sintetici come Geekbench. Durante carichi di lavoro reali e prolungati, il chip dovrà necessariamente tagliare le frequenze per evitare il surriscaldamento, un fenomeno che potrebbe ridimensionare il vantaggio rispetto alla concorrenza.
Oltre alla potenza della CPU il SoC include la GPU Magni di ARM e le tecnologie RAM LPDDR6 e storage UFS 5.0 destinate a diventare gli standaerd per i prossimi flagship. Questi elementi lasciano intendere una larghezza di banda e una velocità di accesso ai dati mai viste prima, indispensabili per gestire modelli di AI on-device sempre più esigenti. Bisogna comunque considerare che i prototipi utilizzati in questa fase di test sono spesso configurati per operare oltre i limiti di sicurezza termica. Le unità commerciali che vedremo sul mercato potrebbero presentare frequenze più conservative per garantire l’integrità dei dispositivi e un’autonomia accettabile. La sfida per MediaTek sarà riuscire a bilanciare la potenza del nodo a 2 nm con una gestione termica che non costringa il sistema a un throttling aggressivo dopo pochi minuti di utilizzo intenso.



















































