La One UI 9 mostra nuove opzioni per la ricerca sui device Samsung Galaxy. Sarà possibile visualizzare Google e Finder insieme nella schermata iniziale.
I nuovi Galaxy S26 hanno portato al lancio della One UI 8.5, versione che rinnova l’interfaccia Samsung e ottimizza i sistemi di ricerca. Abbiamo assistito al passaggio di testimone tra la vecchia app “Samsung Finder” e il più asciutto “Finder”, ora promosso con uno spazio d’onore nella schermata iniziale per gestire le ricerche semantiche attraverso il linguaggio naturale. Tuttavia, mentre il mercato attende la distribuzione della versione stabile su tutti i device compatibili, l’attenzione si è già spostata sulle tracce lasciate dalle prime versioni di test della futura One UI 9.
Secondo quanto riportato dalla testata Android Authority, che ha analizzato a fondo alcune build trapelate di One UI 9, Samsung starebbe preparando una piccola ma importante apertura verso l’integrazione di servizi esterni direttamente nel launcher. Le stringhe di codice individuate non lasciano spazio a interpretazioni ambigue: “Show search on Home screen” (Mostra la funzione di ricerca nella schermata iniziale) e “Choose your search service” (Scegli il tuo servizio di ricerca) lasciano intendere che in futuro sui dispositivi Galaxy avremo il pieno controllo su quale motore di ricerca visualizzare. Dalle opzioni estratte dal codice emergono i nomi di “Finder“ e “Google“, che descrivono un piano d’azione che verte sull’integrazione tra i due colossi tecnologici.




L’analisi del codice e delle immagini associate indica che la personalizzazione non si limiterà a un semplice interruttore on/off, poiché gli utenti potranno scegliere configurazioni diverse per adattare l’interfaccia alle proprie abitudini di consultazione. Se attualmente la One UI 8.5 spinge sull’acceleratore di Finder, le build di One UI 9 mostrano la possibilità di avere solo la Ricerca Google nella schermata iniziale, mantenere entrambi gli strumenti affiancati oppure, per chi preferisce il minimalismo estremo, eliminare qualsiasi barra di ricerca dal desktop. Il passaggio a un’integrazione profonda nel sistema operativo permette di raggiungere la reattività del Pixel Launcher e garantisce prestazioni migliori rispetto al tradizionale widget di ricerca che i telefoni Android ospitano da tempo.
La differenza tra i due servizi si comprende dal valore che ciascuno mette a disposizione dell’utente finale. Da un lato abbiamo Finder, che ha dimostrato una capacità eccellente nel setacciare i dati locali, come foto, contatti e documenti, interpretando richieste complesse senza imporre rigore assoluto nella scelta dei termini. Dall’altro lato, Google rimane il punto di riferimento per chiunque debba interrogare il web in tempo reale. In questo contesto, offrire la possibilità di attivare entrambi gli accessi sulla schermata iniziale risponde a un modello di efficienza che separa la memoria del telefono da ciò che appartiene alla rete.

















































