Gli investitori chiedono di alzare il prezzo della Nintendo Switch 2. La console vende in perdita e il titolo in borsa soffre nonostante i recenti successi.
Nintendo gestisce una delicata crisi di bilancio nella quale ogni decisione risponde alle pressanti richieste degli azionisti. Dopo che la Switch 2 ha debuttato lo scorso giugno a 469,99 euro, il mercato manda chiari segnali di nervosismo. Secondo un report di Bloomberg, il produttore di Kyoto riceve ora forti pressioni per rivedere verso l’alto il listino della sua nuova console. Il mercato esige margini immediati sulla produzione poichĂ© la vendita in perdita spaventa chi detiene le quote societarie. Nonostante il debutto di PokĂ©mon Pokopia a marzo abbia garantito una boccata d’ossigeno temporanea, il valore delle azioni continua a scivolare. Gli analisti guardano con sospetto ai numeri che verranno presentati questo venerdì. Il punto dolente è lo scarto tra costi di produzione e prezzo finale, per lo piĂ¹ nel mercato giapponese dove la console costa circa 50.000 yen (circa 272 euro). In questo conntesto, ogni unitĂ venduta genera al momento un segno meno nel bilancio della compagnia.
Hideki Yasuda, analista citato da Bloomberg, ha espresso la posizione di molti osservatori: un ritocco di soli 50 o 100 dollari renderebbe la console “meno un peso, piuttosto che un vero e proprio profitto”. Ăˆ una valutazione che pesa sulle strategie del presidente Furukawa. La sociatĂ aveva promesso di chiudere con la politica del sottocosto dopo le pesanti perdite registrate durante l’era Wii U, eppure per la Nintendo Switch 2 ha deciso di percorrere di nuovo quella strada. La scommessa era garantire una transizione rapida per i 155 milioni di utenti della prima Switch e un prezzo d’attacco in grado di convincere la massa.Il contesto macroeconomico ha perĂ² complicato i piani, con Sony e Microsoft che hanno giĂ ritoccato i listini dei propri sistemi nell’ultimo anno. Tra la carenza di chip, i nuovi dazi doganali e le incertezze logistiche legate ai conflitti in Medio Oriente, i margini di manovra si sono azzerati. Nintendo ha tentato di arginare le perdite aumentando il costo degli accessori e dei giochi fisici, ma il persistente rifiuto di toccare il prezzo della console stessa starebbe ora affossando il valore dell’azienda.
Al 31 dicembre, la base installata ha raggiunto i 17 milioni di pezzi. Si tratta di un ottimoo avvio, ma resta pur sempre una frazione minima rispetto ai numeri del modello precedente. Ritoccare il prezzo in questo momento, con la console che deve ancora ingranare la marcia a livello globale, potrebbe raffreddare l’interesse dei consumatori. Nintendo deve decidere se dare prioritĂ alla velocitĂ di diffusione della console o alla soliditĂ del titolo in borsa, sapendo che gli azionisti non aspetteranno ancora a lungo.
















































