Il CEO di Honor Li Jian conferma il lancio del Robot Phone nel terzo trimestre del 2026. Il dispositivo integra un gimbal e fotocamera da 200 MP con ARRI.
I prototipi avveniristici che popolano le fiere tecnologiche spesso svaniscono nel nulla e lasciano dietro di sé soltanto rendering suggestivi e promesse destinate a rimanere irrealizzate. Questa sorte sembrava inizialmente segnare anche il cammino di Honor Robot Phone, osservato a lungo con legittimo scetticismo. Le cose sono cambiate durante il Festival di Cannes, nel corso della cornice esclusiva della “China Night”, appuntamento che ha permesso ai presenti l’interazione diretta con il dispositivo, che è stato impugnato e testato nelle sue funzioni sul campo, diversamente da quanot avvenuto al CES di Las Vegas e al Mobile World Congress di Barcellona dove l’azienda si era limitata a esporre l’unità all’interno di teche di vetro.

La nuova apertura si allinea alle tempistiche di lancio commerciale indicate dai vertici dell’azienda. Attraverso un post condiviso sulla piattaforma social Weibo, il CEO Li Jian ha confermato che il debutto sul mercato avverrà nel corso del terzo trimestre del 2026. Quanto affermato corregge e restringe sensibilmente le precedenti comunicazioni, le quali si limitavano a indicare una finestra temporale generica collocata entro la fine dell’anno. La nuova pianificazione colloca l’arrivo nei negozi tra il 1° luglio e la fine di settembre, una scelta che trasforma un concept phone in un prodotto commerciale imminente, pronto a misurarsi con i canoni della distribuzione reale.
La maturazione del progetto passa attraverso un’alleanza con ARRI, istituzione cinematografica celebre per lo sviluppo della serie di sistemi di ripresa Alexa, impiegata nelle maggiori produzioni hollywoodiane degli ultimi quindici anni. L’integrazione delle tecnologie ottiche tedesche si focalizzerà sull’ottimizzazione dell’imaging e inserirà i complessi algoritmi della ARRI Image Science direttamente all’interno della gestione software della fotocamera. L’applicazione di questa scienza del colore e della gestione della luce si sposa con una meccanica insolita, caratterizzata dalla presenza di un gimbal integrato che ospita un sensore fotografico da 200 MP.



















































