Google presenta le novità di Wear OS 7 al Google I/O 2026. Il sistema riduce i consumi del 10% e introduce i widget in stile Android 16 per i Pixel Watch.

Big G ha svelato le prime novità del prossimo aggiornamento per gli smartwatch durante l’evento Google I/O 2026. L’evoluzione del sistema mette in luce un legame molto più stretto con il sistema operativo degli smartphone. L’azienda ha distribuito immediatamente Wear OS 7 Canary, una versione preliminare accessibile da subito ai soli sviluppatori, mentre il rilascio globale per il pubblico avverrà negli ultimi mesi dell’anno corrente. La principale innovazione per l’uso di tutti i giorni si concentra sull’efficienza energetica promessa da Mountain View. Il nuovo aggiornamento software ridurrà il consumo della batteria del 10% rispetto a Wear OS 6, un valore capace di aumentare l’autonomia dei wearable. Sul fronte delle prestazioni intelligenti, la società ha confermato che “alcuni smartwatch selezionati” riceveranno l’integrazione con Gemini Intelligence per offrire risposte e funzioni modellate sulle abitudini personali.

L’interfaccia utente abbandona le classiche schede a schermo intero e al loro posto arrivano i widget strutturati in blocchi in formato 2×1 o 2×2 simili ai widget di Android 16, pronti a modificare la visualizzazione dei dati. La versione del sistema operativo esclude la possibilità di sovrapporre gli elementi all’interno della medesima schermata. Una scelta che mostra una differenza rispetto alla personalizzazione sviluppata da Samsung. Le notifiche compaiono direttamente sul quadrante principale attraverso una piccola icona interattiva. All’interno della pagina dedicata, i dettagli cambiano in tempo reale. Un esempio è il conto alla rovescia di una consegna a domicilio, che l’utente può espandere per ottenere ulteriori dettagli. La gestione dei contenuti musicali riceve una serie di correzioni mirate a migliorare il controllo da parte dell’utente. Il sistema introduce un selettore dedicato per la riproduzione da remoto, capace di mostrare i dispositivi audio disponibili nelle vicinanze, inclusi i sistemi Google Cast e gli auricolari Bluetooth. Diventa inoltre possibile disattivare l’avvio automatico del lettore multimediale quando parte un brano o un video sulle app collegate, a totale vantaggio della libertà di scelta.

L’interazione con gli assistenti vocali compie un passo avanti con l’introduzione delle API AppFunctions. Gli sviluppatori hanno la possibilità di collegare i loro servizi a Gemini Intelligence. Questo meccanismo permette di automatizzare operazioni complesse, come il completamento di un ordine di cibo tramite DoorDash con un comando vocale naturale. I dettagli rimangono parziali, visto lo stato iniziale dello sviluppo del software. Google propone anche un’interfaccia universale e standardizzata per lo sport. I creatori di app per l’attività fisica possono adottare il design e i sistemi di monitoraggio nativi di Google per la frequenza cardiaca e i controlli multimediali. Il risultato è un’esperienza coerente su Pixel Watch in fase di training, indipendentemente dall’app attiva. Il pacchetto di novità include infine strumenti per facilitare la navigazione e la creazione di quadranti per Apple Watch.

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Alessandro Valenti
La mia passione per l'elettronica supera la semplice curiosità per le novità di mercato e si fonda su una solida preparazione ingegneristica, necessaria per capire se un dispositivo mobile garantisce efficienza e stabilità termica anche sotto carichi di lavoro intensi. Da oltre dieci anni analizzo l'architettura dei processori per proporre recensioni che vanno oltre la scheda tecnica, poiché costruisco ogni giudizio su test empirici rigorosi capaci di rivelare la reale sostanza dell'hardware e di orientare gli utenti verso prodotti durevoli e performanti, al di là delle tendenze del momento.

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