Alla WWDC 2026 Tim Cook apre e passa la parola a Federighi e Rockwell. Bloomberg anticipa una Siri rinnovata al centro di iOS 27 e degli altri OS Apple.
L’incontro che ha cambiato le sorti dell’intelligenza artificiale di Apple non si è tenuto in un auditorium, ma in una sala conferenze vicino al dipartimento di ingegneria del software, ad inizio 2025. Da quella riunione, con Jeff Williams alla presidenza, Craig Federighi alla guida dei colloqui e Mike Rockwell che si offriva volontario per salvare Siri, è partita la ristrutturazione piĂ¹ profonda che Apple abbia mai condotto sul proprio lavoro in campo AI. Il risultato arriva domani, con il keynote di apertura della WWDC 2026, che secondo Bloomberg sarĂ incentrato sulle funzioni AI di iOS 27 e degli altri sistemi operativi.
Tim Cook aprirĂ l’evento. Poi cederĂ rapidamente la parola a Federighi, che guida di fatto le iniziative AI dell’azienda e che, stando alle indiscrezioni, ha radicalmente rivisto la propria visione: la considera ora il centro degli aggiornamenti dei sistemi operativi per i prossimi anni. PerchĂ© questo cambio di rotta è avvenuto solo adesso? Cook ha seguito l’AI da vicino, cosa insolita per un CEO che di solito delega le decisioni, fino a tenere un discorso motivazionale interno al team. Gli equilibri si sono spostati.
La nuova Siri e il duello interno tra Rockwell e Federighi
Rockwell presenterĂ la nuova Siri. Il suo percorso verso quel palco è stato tutto fuorchĂ© semplice, quando si è offerto volontario per gestire la crisi AI, aveva in mente di diventare responsabile dell’intelligenza artificiale di Apple in senso ampio, al posto di John Giannandrea. Federighi, al contrario, riteneva che Rockwell dovesse occuparsi solo di Siri, riferendo direttamente a lui. Rockwell ha accettato l’incarico su Siri sotto Federighi; Amar Subramanya è stato scelto in seguito come secondo responsabile AI, anch’egli con riporto diretto a Federighi.
Il problema che Rockwell si è trovato a gestire non riguardava solo Siri ma l’intera architettura dei modelli di linguaggio di Apple, che nel 2025 accusava un ritardo rispetto ai competitor. Secondo Bloomberg, la risposta è arrivata da un accordo con Google siglato da Rockwell, Federighi e Eddy Cue, che ha portato Gemini e Google Cloud come infrastruttura dei nuovi modelli Apple Foundation. Apple ha costruito trent’anni di posizionamento sull’ecosistema chiuso, adesso quel sistema gira in parte su server Google.
Il keynote allargato: da visionOS a watchOS
Il video di apertura coinvolgerĂ piĂ¹ presentatori. Jeff Norris dovrebbe occuparsi di visionOS, David Clark di watchOS. La dottoressa Sumbul Desai è attesa per il segmento dedicato alle funzioni, un formato consolidato per Apple. Ma il keynote ha anche una cornice istituzionale non trascurabile: sono passati 15 anni dall’ultimo cambio di CEO di tale portata, e Mark Gurman sostiene che John Ternus, designato successore di Cook a settembre, potrebbe chiudere l’evento. Ăˆ una possibilitĂ , non una certezza.
I ritardi reali dietro la narrativa dei “tanti ritardi”
Gurman ha scritto di “un numero spropositato di ritardi nei prodotti Apple”, citando Home Hub, occhiali smart e braccio robotico. Ma l’analisi regge solo in parte. Il presunto ritardo degli occhiali, spostati dalla prima alla fine del 2027, è in realtĂ una correzione della previsione dello stesso, non un ritardo certificato da Apple. Il braccio robotico è un accessorio per Home Hub, non una linea di prodotto separata. Il ritardo documentato è uno solo, quello del tablet Home Hub, che sarebbe pronto da tempo ma attende una Siri all’altezza prima del lancio.
Quel vincolo è la conseguenza diretta del fallimento iniziale di Apple Intelligence. Un prodotto basato su Siri che arrivasse sul mercato con l’assistente attuale rischierebbe lo stesso destino della prima versione di Apple Intelligence e Apple ha deciso che non puĂ² permettersi un secondo caso. Come giĂ anticipato nell’analisi del prototipo iPhone Ultra, il 2025 ha segnato per Apple un anno di ricalibrazione interna su piĂ¹ fronti, con l’AI al centro di ogni decisione di prodotto.
La domanda delle aziende AI ha saturato il mercato delle memorie e dei componenti; gli aggiornamenti M5 potrebbero non arrivare prima dell’estate. La WWDC 2026, storicamente orientata al software, potrebbe dunque restare senza annunci hardware, non per scelta, ma per disponibilitĂ di componenti.


















































