Il Photo Picker di Android introduce un controllo sulla posizione delle foto condivise, un primo passo verso una gestione più attenta della privacy.
Un pulsante dedicato dentro il selettore attiva o disattiva l’accesso alla posizione, separato dagli altri permessi generali della fotocamera e la scelta impostata resta salva senza bisogno di ripeterla ad ogni condivisione. L’opzione compare per ogni app che utilizza il Photo Picker di sistema, non richiede altre configurazioni nelle impostazioni del telefono e la scelta fatta una prima volta vale anche per le condivisioni successive. La funzione nasce come strumento per gli sviluppatori, le app dovranno integrare la nuova API prima che l’opzione arrivi agli utenti finali.
Su Reddit, Google ha anticipato la possibilità di nascondere la posizione di una foto già nel selettore di sistema, il Photo Picker di Android. Lo strumento compare ogni volta che un’app chiede di selezionare un’immagine dalla galleria e finora non lasciava scegliere se condividere anche i dati di geolocalizzazione incorporati nello scatto. Una nuova API arriverà con l’aggiornamento sviluppatori di agosto 2026 e chiederà il consenso prima di trasmettere quella posizione alle app di terze parti.

Molte app già rimuovono in automatico questi metadati prima dell’invio, altre permettono di disattivare la condivisione della posizione. Il problema riguarda soprattutto Photo Picker, l’interfaccia di sistema che compare ogni volta che un’app chiede di selezionare un’immagine dalla galleria. Gli scatti fatti con lo smartphone spesso incorporano latitudine e longitudine esatte nei metadati EXIF, dati che una foto condivisa su un gruppo o un forum può rivelare senza che il mittente se ne accorga.Il rischio esiste ma con il nuovo controllo l’app ottiene l’accesso alla posizione solo previo consenso e la responsabilità passa così dal sistema alla singola applicazione che effettua la richiesta.
Photo Picker raccoglie critiche da anni per un’interfaccia rimasta ferma nel tempo; la novità arriva solo lato sviluppatori. Il controllo sui dati di posizione dipenderà da quante app scelgono di integrare API prima che diventi uno standard diffuso su Android. L’aggiornamento debutta con la build per sviluppatori di agosto, ma l’attivazione lato utente finale resta senza una data.

















































