La Huawei ha presentato il MateBook D a metà febbraio, con l’adozione della piattaforma AMD basata su processore Ryzen 5 3500U (architettura Zen+). L’estetica del Matebook D da 14 pollici (ne esiste anche una versione da 15”) non cambia molto rispetto al passato: ritroviamo un solido telaio in alluminio fatto molto bene, con un design minimalista che ricorda i MacBook.

È robusto, gradevole alla vista e al tatto, sottile (1,6 cm) e leggero con i suoi 1,38 kg di peso e viene venduto ad un prezzo di 699 euro. A questa cifra si comprano laptop da 15” di fascia economica, qui troviamo invece un device ben fatto, adatto ad utilizzo in mobilità, dotato tra l’altro di un SSD da 512 GB che garantisce ottime prestazioni.

Il display antiriflesso, senza touchscreen è un IPS con una risoluzione Full HD. I colori appaiono realistici e ben bilanciati; ottima la nitidezza e gli angoli di visione; la luminosità invece potrebbe

essere migliore. Ha le cornici molto sottili, riuscendo così a limitare gli ingombri di tutto il telaio. La tastiera invece non occupa tutto lo spazio disponibile; i tasti sono a corsa corta ma hanno un buon feedback, si riesce a scrivere abbastanza velocemente. Il layout non è proprio corretto, mancano i tasti Home e End e questo è il suo difetto più grande.

Il touchpad è ampio, scorrevole e preciso; il sensore di impronte digitali è integrato nel tasto di accensione, la webcam frontale è nascosta tra i tasti funzione e fuoriesce solo quando si vuole, a vantaggio della privacy; l’unico problema è che l’inquadratura dal basso tende a deformare l’aspetto della persona. Il processore Ryzen 5 3500U ha mostrato ottime prestazioni con tutti i test, compresi quelli basati sui giochi 3D, dove ha mostrato valori quasi doppi rispetto a una GPU Intel UHD 620.

Basata su Radeon Vega 8, non nasce certo per i giochi più esigenti, ma abbassando un po’ il livello dei dettagli si riesce a giocare bene.

Per quanto riguarda la dotazione accessoria, troviamo una moderna porta USB Type-C che serve anche per la ricarica della batteria. C’è poi una porta USB 3.0 full size e una meno utile USB 2.0. Avremmo gradito una seconda USB ad alta velocità. Più sfruttabile la porta HDMI 2.0 (con supporto ad alte risoluzioni); mancano un lettore di schede di memoria e la porta Ethernet.

Il Matebook D è il 14 pollici per tutti, non solo per il giusto prezzo, ma anche per la versatilità. La

combinazione CPU+GPU di buona potenza permette di affrontare diversi compiti, anche pesanti: in tali casi però il limite è dato dalla memoria, saldata e non espandibile oltre gli 8 GB di serie. Il disco

invece può essere sostituito, così come la scheda Wi-Fi. Il calore prodotto è sempre contenuto, anche nei momenti di maggiore stress.

La ventola è normalmente silenziosa, ma con i giochi o col software di codifica video tende a farsi sentire. Chi ha un telefono Huawei o Honor con NFC può scambiare dati semplicemente avvicinandolo al MateBook. Si può replicare lo schermo dello smartphone per l’interazione, rispondere a messaggi o telefonate, trasferire al volo foto e screenshot.

L’efficienza del processore da 15 watt e il basso consumo del display hanno infine permesso una buona autonomia, circa otto ore con lavoro da ufficio e navigazione sul Web.

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