Google ha introdotto Gemini 3.6 Flash, Gemini 3.5 Flash-Lite e Flash Cyber con prestazioni migliori, maggiore efficienza e anticipazioni su Gemini 4.
Google ha presentato i modelli Gemini 3.6 Flash e Gemini 3.5 Flash-Lite, accompagnati da aggiornamenti sulla tabella di marcia futura. Gemini 3.6 Flash è l’evoluzione di Gemini 3.5 Flash, sviluppato sulla base delle segnalazioni raccolte da utenti e sviluppatori a partire dal mese di maggio. Il risultato è un sistema più efficiente in diversi tipi di attività . In base alle misurazioni dell’Artificial Analysis Index, il nuovo modello riduce del 17% il consumo di token in uscita, diminuendo al contempo la quantità di passaggi logici e di interrogazioni agli strumenti esterni per completare processi articolati. A questo incremento di efficienza corrisponde un calo dei costi: le tariffe si attestano a 1,50 dollari per milione di token in ingresso e 7,50 dollari per milione in uscita, abbassandosi rispetto ai 9 dollari previsti in precedenza.
Sul fronte della programmazione, il modello dimostra una maggiore precisione, riduce gli interventi non voluti sul codice e accorcia i cicli di esecuzione. Produce infatti script più stabili e pronti per l’ambiente di produzione, mostrando progressi sensibili anche nella ricerca legata all’apprendimento automatico. Le prestazioni in ambito concettuale aumentano, portando il punteggio nel test GDPval-AA a 1421 rispetto ai precedenti 1349 punti. Allo stesso modo, le abilità nell’operare in ambienti informatici salgono dal 78,4% all’83% nel benchmark OSWorld-Verified.

L’azienda ha introdotto Gemini 3.5 Flash-Lite, sviluppato su misura per contesti che pretendono ridotti tempi di risposta ed elevati volumi di calcolo, come la gestione dei documenti e le ricerche basate su agenti autonomi. La versione supera il vecchio Flash-Lite 3.1, con miglioramenti nella programmazione e nei compiti agentici su Terminal-Bench 2.1, dove passa dal 31% al 54%. Si registrano miglioramenti anche nel trattamento di contesti estesi, con il test GDM-MRCR v2 che sale dal 60,1% al 72,2%, e nella risoluzione di problemi pratici, dove il punteggio GDPval-AA v2 balza da 642 a 1140. Flash-Lite 3.5 riesce a superare anche il modello Flash 3 standard su diversi fronti, registrando un 54,2% contro il 49,6% in SWE-Bench Pro e un 74,0% contro il 65,1% in OSWorld-Verified.

La terza novità riguarda Gemini 3.5 Flash Cyber, una variante specializzata nell’individuazione e nella risoluzione delle falle informatiche. Sfruttando l’architettura del modello Flash 3.5, questo strumento punta a identificare, verificare e riparare vulnerabilità del codice mantenendo contenuti i costi per token. Il suo rilascio avverrà inizialmente in forma ristretta attraverso un programma pilota su CodeMender, riservato in esclusiva a enti governativi e partner selezionati per correggere le debolezze di sicurezza più severe prima che possano essere create minacce reali.
Per quanto riguarda la disponibilità , sia Gemini 3.6 Flash sia Gemini 3.5 Flash-Lite sono già accessibili tramite l’app Gemini, con il modello Lite destinato ad integrarsi presto anche all’interno del motore di Ricerca Google. Chi sviluppa software può già impiegarli attraverso Google Antigravity, AI Studio e Android Studio. Guardando infine alle prossime tappe, il colosso di Mountain View ha confermato che Gemini 3.5 Pro è attualmente sottoposto a sessioni di prova insieme a partner fidati e verrà distribuito su larga scala appena raggiungerà la piena maturità , mentre i ricercatori di DeepMind stanno già lavorando a Gemini 4.















































