One UI 9 Beta 4 introduce un importante miglioramento per il Privacy Display del Galaxy S26 Ultra: il filtro privacy resta attivo solo nella finestra PiP.

La funzione Privacy Display del Galaxy S26 Ultra ha suscitato fin da subito un enorme interesse tanto da spingere altri produttori, fra i quali Xiaomi, a valutare soluzioni simili per i propri dispositivi. La modalitĂ  riduce l’angolo di visione, così chi guarda lo smartphone frontalmente gode di un display perfettamente nitido, mentre chi osserva di lato nota uno schermo scuro. Anche se si tratta di una novitĂ  molto utile nei luoghi pubblici per evitare sguardi indiscreti, presenta sia pro che contro, in particolare una leggera variazione del contrasto o della luminositĂ  generale quando attiva. Gli utenti possono personalizzarne l’uso e scegliere di limitarlo alla comparsa delle notifiche oppure all’apertura di determinate app.

Samsung sta perfezionando la tecnologia con l’aggiornamento One UI 9. Secondo quanto condiviso dal leaker Ice Universe su X, con la versione One UI 9 Beta 4 il produttore ha risolto uno dei limiti della funzione relativo alla gestione della modalitĂ  Picture-in-Picture (PiP). In precedenza, infatti, se si impostava il Privacy Display per un’app come YouTube e poi si riduceva il video in PiP, l’algoritmo finiva per scurire l’intero schermo del telefono, compromettendo l’usabilitĂ  generale del sistema. Con la nuova versione del firmware, il filtro di privacy agisce esclusivamente all’interno della finestra PiP. Il resto dello schermo rimane visibile, chiaro e luminoso, consentendo di continuare a navigare sul telefono o usare le app in background.

I piani di Samsung per questa tecnologia non si fermano tuttavia a qualche ottimizzazione software per il solo modello Ultra. Secondo le ultime indiscrezioni, l’azienda sudcoreana si sta preparando a democratizzare la funzione ed estenderla in futuro, tanto che si vocifera l’arrivo del Privacy Display su tutta la futura serie Galaxy S27, rendendola così disponibile anche sui modelli base e Plus.

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Sofia De Luca
Considero il codice una seconda lingua madre necessaria per interpretare l'evoluzione tecnologica che ridefinisce il nostro rapporto con le macchine, ed è proprio per questo che ho scelto di trasferire la mia esperienza di sviluppatrice software nelle guide, dove traduco concetti complessi in strategie accessibili per proteggere la privacy e migliorare la produttività. Dalle sfumature dell'intelligenza artificiale fino ai dettagli per azzerare la latenza nel gaming, il mio impegno costante è fornire a ogni lettore gli strumenti giusti per dominare la tecnologia con la sicurezza e la consapevolezza tipiche di un addetto ai lavori.

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