Meta sta testando una nuova esperienza AI su Threads con chatbot interattivo, risposte e funzioni avanzate anche su WhatsApp e Meta AI. Ecco i dettagli.

Meta ha inaugurato una nuova fase nel campo dell’intelligenza artificiale con il debutto di Muse Spark avvenuto il mese scorso. Il modello di nuova generazione simboleggia il passaggio a un’era post-Llama e dà inizio ad profondo rinnovamento che coinvolge anche Threads attraverso l’introduzione di una funzione che richiama la filosofia d’interazione di Grok sulla piattaforma X, come riporta Engadget. Meta AI dispone ora di un account (@meta.ai), che permette agli utenti di dialogare con il chatbot sia in forma privata che all’interno di conversazioni pubbliche. L’AI può intervenire attivamente nei thread per fornire contesto aggiuntivo, con i partecipanti che possono porre domande a cui il chatbot risponde pubblicamente, oppure è possibile menzionarlo nelle risposte. La fase di test coinvolge inizialmente un gruppo selezionato di mercati tra cui Malesia, Arabia Saudita, Messico, Argentina e Singapore.

L’integrazione di un’intelligenza artificiale così pervasiva e visibile non manca di sollevare interrogativi in merito alla sicurezza e alla moderazione dei contenuti. Meta ha generalmente un approccio più cauto rispetto a X nell’implementazione di filtri e protocolli di protezione, ma il confronto con Grok, spesso criticato per la generazione di output controversi o la diffusione di materiale inappropriato, rimane un termine di paragone inevitabile. La sfida per Meta sarà dimostrare che Muse Spark sia in grado di resistere ai tentativi di manipolazione che avrebbero causato i passi falsi della concorrenza. L’azienda garantisce comunque agli utenti di mantenere il controllo sulla propria esperienza digitale, offrendo la possibilità di silenziare Meta AI e di nascondere le risposte del chatbot dai propri post.

L’espansione di Muse Spark non si esaurisce entro i confini di Threads, ma abbraccia l’intero ecosistema del gruppo. Su WhatsApp e sulle altre app di messaggistica sono infatti in fase di sperimentazione le cosiddette “chat laterali”, che consentono ai partecipanti di un gruppo di consultare privatamente l’IA per ottenere chiarimenti o riassunti su quanto sta accadendo nella discussione, senza che tale interazione sia visibile agli altri membri. Il nuovo modello alimenta anche una funzione, precedentemente esclusiva degli smart glasses, che approda direttamente nell’app Meta AI e permette allo smartphone di analizzare in tempo reale l’ambiente circostante e di rispondere a quesiti su tutto ciò che viene inquadrato dalla fotocamera.

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Carolina Napolano
La tecnologia, roba da donne: ecco la blogger per promuovere il lato rosa della tecnologia.

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