La NASA ha formato un team di 16 esperti per comprendere i fenomeni non identificati e portare avanti uno studio indipendente. Vediamo i dettagli nell’articolo.

La NASA aveva annunciato che avrebbe convocato un gruppo di lavoro per studiare i “fenomeni aerei non identificati” (UAP), alias UFO. Ed ecco che l’agenzia spaziale ha presentato il gruppo di 16 membri che si concentrerà su “avvistamenti non classificati e altri dati raccolti dal governo civile e dai settori commerciali“.

Il coordinatore dello studio è Daniel Evans, mentre a presiedere il gruppo c’è David Spergel, ex responsabile dell’astrofisica della Prince University. Tra gli altri membri figurano Anamaria Berea, ricercatrice affiliata al SETI (Search for Intelligence Life) Institute di Mountainview, in California, l’astronauta e pilota collaudatore della NASA in pensione Scott Kelly, l’astrofisica italiana Federica Bianco e altri esperti che vanno dagli oceanografi agli astrofisici ai giornalisti scientifici. 

Lo studio indipendente ha avuto inizio lunedì 24 ottobre e un rapporto completo dei risultati del team sarà reso pubblico a metà del 2023. 

Il gruppo di esperti è separato da un gruppo del Pentagono che indaga sugli UAP segnalati dai piloti militari e indagati dai funzionari della difesa e dell’intelligence statunitensi. Ora, il governo degli Stati Uniti sta effettivamente gestendo due piste di indagine sugli UFO.

La NASA non sembra credere che ci sia molto di vero negli avvistamenti. Tuttavia, ha dichiarato che si può ancora svolgere un ruolo importante nel determinare come classificarli e nel comprendere di cosa si tratti, anche se non ci sono alieni coinvolti.

Comprendere i dati di cui disponiamo sui fenomeni aerei non identificati è fondamentale per aiutarci a trarre conclusioni scientifiche su ciò che accade nei nostri cieli“, ha dichiarato l’amministratore associato della NASA Thomas Zurbuchen. “I dati sono il linguaggio degli scienziati e rendono spiegabile l’inspiegabile“.

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Carolina Napolano
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