Secondo un’indiscrezione, OpenAI renderà disponibile GPT-5.6 inizialmente per pochi clienti enterprise, con accesso approvato dalle autorità statunitensi.
Nei giorni scorsi OpenAI ha migliorato ChatGPT con un aggiornamento per GPT-5.5 Instant. Il debutto di GPT-5.6 era atteso per giugno, ma siano quasi alla fine del mese e ancora il momento non è arrivato. C’è ancora tempo certo, ma un’indiscrezione suggerisce che gli ultimi sviluppi negli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale potrebbero stravolgere la tabella di marcia dell’azienda. OpenAI avrebbe infatti optato per un rilascio graduale di GPT-5.6, limitandone inizialmente l’accesso a una cerchia ristretta di utenti aziendali su richiesta dell’amministrazione Trump.
Stando a quanto rivelato dalla testata The Information, che fa riferimento a una riunione interna tra il CEO Sam Altman e i dipendenti, l’autorizzazione all’uso di questa intelligenza artificiale avanzata verrà valutata caso per caso dalle autorità degli Stati Uniti. Durante l’incontro, Altman ha confermato che il debutto di GPT-5.6 avverrà sotto forma di anteprima limitata ed esclusiva per pochi partner enterprise, e l’attivazione degli account non sarà automatica, bensì vincolata a un severo processo di approvazione supervisionato direttamente dal governo degli Stati Uniti.
Come evidenziato da The Verge, lo scenario sta già alimentando delle polemiche su una presunta disparità di trattamento rispetto a quanto imposto ad Anthropic all’inizio del mese. In quell’occasione, l’amministrazione Trump aveva adottato misure più drastiche nei confronti dei modelli Mythos 5 e Fable 5, ordinando l’immediata sospensione attraverso una direttiva sui controlli alle esportazioni; tale provvedimento ha vietato l’utilizzo della tecnologia ai cittadini stranieri, persino ai dipendenti di Anthropic stessa che non fossero in possesso della cittadinanza americana. Questa svolta protezionistica e prudente sembra smentire, o quantomeno ridimensionare, le ripetute dichiarazioni dei mesi passati con cui l’amministrazione Trump prometteva di incentivare l’espansione dell’intelligenza artificiale statunitense e di favorire l’esportazione globale delle tecnologie sviluppate nel Paese.



















































