Otto preset AI in Google Foto che cambiano risultato a seconda della foto: Moods non applica un filtro uguale per tutti, ma adatta lo stile all’immagine.
Nell’arco di poche settimane, Google Foto ha nascosto nel codice due aggiornamenti AI diversi. Il primo riguarda Remix per i video, ancora inaccessibile. Il secondo si chiama Moods e compare nella versione 7.81 dell’app, nella scheda Crea, individuato dal team di Android Authority: 8 preset stilistici generati via cloud che analizzano il contenuto della foto prima di applicare qualsiasi modifica, adattando il risultato all’immagine invece di sovrapporre un effetto fisso.
I filtri tradizionali non leggono la foto e applicano contrasto, saturazione e temperatura colore sempre nello stesso modo, su qualsiasi immagine. Moods, dal codice APK analizzato, usa l’elaborazione AI via cloud per leggere il contenuto dell’immagine e modulare lo stile in base a essa. La funzione non è ancora attiva, nessun utente ha potuto testarla e Google non ha comunicato alcuna data di lancio. Gli 8 preset individuati nel codice coprono un arco stilistico ampio. Un tocco su “Crisp 35mm” o su “Retro Contrast” produce un risultato diverso su un ritratto e su un paesaggio notturno, proprio perché l’AI legge la scena prima di intervenire. I nomi stessi dicono già molto sulle tendenze che Big G vuole intercettare:
- Airy Minimalist (illuminazione pulita, stile minimalista)
- Crisp 35mm (fotografia analogica con contrasto bilanciato)
- 2000’s Cinema (correzione colore cinematografica)
- Rich Textures (profondità e dettagli tattili)
- Pink Digicam (tonalità rosa, nostalgia fotocamere digitali anni 2000)
- Retro Contrast (ombre intense, colori audaci)
- Night Lights (luce soffusa per scene serali)
- 2000’s Night (grana digitale, colori da vita notturna)




Google Foto ha già percorso questa strada con Magic Editor, che semplifica operazioni come la rimozione di oggetti o il riposizionamento dei soggetti. La nuova funzione segue la stessa filosofia applicata all’estetica e, sul piano competitivo, offre a coloro che oggi usano app di terze parti per preset coerenti su batch di immagini uno strumento integrato, senza costi aggiuntivi rispetto all’abbonamento Google One. Le anteprime condivise dalla fonte mostrano un confronto affiancato prima/dopo per ogni stile. Costruire quell’interfaccia di valutazione costa molto più di un semplice preset in termini di sviluppo e la sua presenza segnala un lavoro avanzato, non un test abbandonato a metà.



















































