Luglio 21, 2019

Recensione speaker Logitech MX Sound con connessione Bluetooth

Logitech si sa, è un marchio di qualità, i loro prodotti sono davvero ottimi, ben fatti, studiati ad hoc per l’utente finale e la soddisfazione del cliente.

Tuttavia, in questo caso, qualcosa non è andato come doveva andare, almeno per i miei gusti personali.

Le MX Sound in se sono un ottimo prodotto, con tanti pro quanti contro, che ora cercherò di spiegare meglio.

Innanzitutto dovete sapere che queste casse sono una coppia di speaker stereo pensati per il vostro computer, alimentate dalla corrente e non da una batteria, che grazie alla connettività Bluetooth, vanno d’accordo anche con altri dispositivi.

Il design ed i colori ben si sposano con gli altri prodotti Logitech, dove domina il grigio, sia nella parte esterna, che sul tessuto di rivestimento dei due speaker.

La struttura in se è sicuramente accattivante, con il retro dotato di due tronchi di cono per parte, che spezzano la circolarità frontale dei due speaker, consentendo loro di poggiare comodamente su un piano.

La cassa di sinistra è il satellite, collegata via cavo a quella di destra, che è la principale. Sul retro di quest’ultima si trovano infatti tutte le porte disponibili, mentre davanti troviamo i controlli touch, che si illuminano avvicinando la mano allo speaker, mostrando il simbolo del bluetooth e i tasti del volume + e -.

Una finezza, forse superflua, che è però un piccolo tocco di classe. Per regolare il volume o configurare l’accoppiamento Bluetooth, basta una lieve pressione su uno dei simboli.

Dietro troviamo tutti gli ingressi e le uscite, tra cui il cavo RCA per il collegamento con lo speaker satellite, e l’alimentazione, nonché tre ingressi audio: PC, AUX (questi due relativamente intercambiabili) e cuffie. Tenete conto che il cavo per unire tra loro i due speaker è piuttosto lungo, così come quello per l’alimentazione. Uniteci poi magari un cavo audio da collegare al PC (incluso in confezione) ed avrete il vostro bel da fare per cercare di districare e gestire la matassa di cavi a disposizione.

La loro principale finalità di utilizzo è quella da scrivania, tuttavia li possiamo usare anche per ascoltare musica, anche se su questo aspetto perdono un po’ del loro fascino. Se li paragono alle mie casse Bose Companion 2, a cavo (il prodotto penso più economico della casa statunitense), non ci sono paragoni. Il suono verte principalmente sui medio alti, i vari toni a tratti si sovrappongono, e l’audio che restituisce non è sempre cristallino e definito, tendendo spesso a perdere le frequenze basse, cosa che con Bose non accade.

Nonostante entrambe non abbiamo l’equalizzazione, sulle MX Sound, sinceramente ne sento la mancanza, mentre questo non avviene sulle Bose.

Se le pensiamo per un uso su computer pressoché domestico (video e gaming principalmente), suonano abbastanza bene vista anche la potenza di 24W di picco totali, ma se li usate per la musica, non resterete pienamente soddisfatti, anche perché alzando al massimo il volume, noterete un po’ di fruscio.

Degna di nota è la funzione easy switch. Collegando due dispositivi Bluetooth, il passaggio da uno all’altro avviene in modo automatico. Basta mettere in pausa l’audio su una delle due sorgenti e avviarlo sull’altra. E viceversa. Gli speaker eseguiranno da soli il passaggio da un’unità all’altra. Ho testato questa funzione accoppiando Amazon Echo Input e Apple TV, e devo dire che funziona, anche se a volte possono passare alcuni secondi prima che si senta effettivamente l’audio dalla nuova sorgente.

Il particolare invece che più mi ha deluso è la dimensione: sono enormi. Stiamo parlando di speaker per computer, che per la potenza offerta, devono essere compatte. Le Bose Companion 2 hanno una potenza di 7W, con dimensioni ridotte di quasi la metà delle MX Sound, e suonano meglio. Poste su una scrivania, questi speaker occuperanno più spazio del vostro notebook.

Cercando di riassumere il mio personale pensiero su questi speaker, posso separare pro e contro come segue:

PRO CONTRO
1) Connessione Bluetooth 1) Suono poco definito
2) Comandi touch 2) Dimensioni eccessive
3) Easy switch 3) Cavi troppo lunghi
4) Design pregevole 4) Ingressi audio poco accessibili

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Marco Cereseto

Sono stato “folgorato” dai prodotti Apple nel 2010 con iPhone 3GS, anche se il primo vero prodotto fu iPod nano. Poi da lì ho iniziato ad appassionarmi sempre di più ai prodotti e alla filosofia di Cupertino, fino a diventare esperto di ogni trucco e segreto.

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