Epomaker è un brand famoso nel campo delle tastiere meccaniche sia per le sue preassemblate, che sono ottime basi di partenza una tastiera custom, sia per la sua vasta e diversificata scelta nel campo degli accessori come keycaps, cavi coil o switch. L’azienda ha di recente rilasciato sul mercato un modello davvero particolare ovvero la Mini Cat64, una tastiera meccanica 60% che ha come segno distintivo un barebone acrilico a forma di gatto che si sposa alla perfezione con gli Epomaker Kitty Keycaps.

La Mini Cat64 può essere acquistata in due modalità: già assemblata con switch Flamingo o Budgerigar oppure, come nel mio caso, solo il barebone kit con LED RGB e stabilizzatori già installati. In tal modo, ho la fortuna di mostrarvi una panoramica sull’intero set Epomaker Kitty da 138 tasti, inoltre, vedremo quale delle due opzioni di acquisto può fare al caso vostro; vi dico subito che la differenza di prezzo tra le due non è indifferente.

Componenti per la build

Per la mia build della Mini Cat64 ho scelto, oltre al barebone kit, degli switch Gateron Pro Black e ovviamente l’immancabile set di tasti Kitty di Epomaker. Il barebone kit arriva in una confezione davvero blanda, senza nessun branding, con all’interno solo un cavo USB-C/USB-A di mediocre fattura (l’ho rimpiazzato con il cavo bianco fornito con le Razer Opus X, si abbina alla perfezione).

Situazione opposta per il kit di tasti che arriva nella classica confezione Epomaker che fa comunque la sua bella figura. I tasti sono in PBT dye sub di ottima fattura e sono molto piacevoli al tatto, sulla mia unità lettere e icone sono stampare correttamente senza imprecisioni. Il profilo dei tasti è XDA mentre per il font ne è stato utilizzato uno molto particolare che si abbina bene con il mood della tastiera. Acquistando il set separatamente avete il vantaggio di avere a disposizione tutti i tasti extra da inserire dove più vi aggrada.

Design e qualità costruttiva

La Mini Cat64 è una tastiera 60% con switch hot swappable e barebone RGB realizzato in materiale acrilico semitrasparente che regala un gradevolissimo gioco di colori. Infatti, questo materiale, permette di far passare attraverso di esso la luce in modo soffuso illuminando tutto il barebone. La particolarità che salta subito all’occhio, che è anche il principale motivo d’acquisto, è il suo unico Cat-Shape design che mostra nella parte alta la sagoma di un gattino (identico all’iconico Bongo Cat). Il risultato finale è molto bello, se collezionate tastiere la Mini Cat64 è qualcosa da avere in vetrina.

Tramite scorciatoie rapide, che sono pienamente personalizzabili dal software VIA, potrete decidere se illuminare tutta la tastiera, solo la base o solo la zona dei tasti. Oltre ai vari preset di pattern RGB, potrete cambiare il colore dell’illuminazione a vostro piacimento. La connessione è esclusivamente cablata, inserire un batteria per la connessione wireless o Bluetooth avrebbe rovinato l’esteica. Una pecca di questo design riguarda l’assenza di piedini per rialzare la tastiera, va bene se utilizzate tasti con profilo XDA ma con il resto la mancanza si fa un po’ sentire.

Esperienza di scrittura e software VIA

L’esperienza di scrittura mi ha convito quasi completamente. Il materiale acrilico smorza il suono quando i tasti toccano il barbone restituendo un suono morbido; il resto dipende dal kit di switch che volete utilizzare voi. Sulla carta gli stabilizzatori dovrebbero offrire un’esperienza premium già out of the box, in realtà, salvo quello della barra spaziatrice, sono molto ballerini e hanno un elevato ping. Per la maggior parte del pubblico mainstream non sarà un problema, gli utenti più avvezzi dovranno effettuare qualche piccola modifica per ottenere un risultato appagante oppure li potete sostituire con altro.

E il gaming? Va bene per giocare? Si, va benissimo. La connessione cablata non ha ritardo e l’anti ghosting fa bene il suo lavoro.

Il software VIA rispetto quello che abbiamo visto sulla Epomaker TH66 è completo. Si possono rimappare i tasti, aggiungere fino a tre layer interamente personalizzabili per combinazioni complesse, creare fino a 18 macro e realizzare dei profili differenti magari in base al programma che utilizzate. Integrato troviamo anche un key tester per poter controllare il corretto funzionamento dei tasti in ogni momento.

Considerazioni finali e prezzi

L’Epomaker Mini Cat64 è una tastiera meccanica dal barebone unico che va ben oltre il semplice design. È una tastiera piacevole da utilizzare nel quotidiano, ampiamente personalizzabile sia esteticamente, visto che è hot-swappable, sia a livello software. Se vi piace collezionare tastiere e vi piacciono almeno un po’ i gatti non potete farvi sfuggire questo modello.

Il fatto che adesso sia acquistabile già assemblata è un bel plus per coloro che non vogliono assemblarla oppure per chi deve fare un regalo. È una valida opzione d’acquisto anche per coloro che nell’immediato non hanno il budget per una custom, comprandola assemblata potete già utilizzarla per poi modificarla pian piano nel tempo. Il fattore budget non è affatto scontato, realizzare una custom non è economico, la build che ho realizzato io ha un costo di 130€ al quale aggiungerei dei nuovi stabilizzatori e un cavo coil arrivando a ben 180€ (spedizioni escluse).

Oltre ai link per lo store Epomaker vi lascio anche quelli per i componenti della build che ho realizzato: Mini Cat64 assemblata ($99), barebone kit ($74,99), Epomaker Kitty Keycaps ($25, oppure su Amazon), Switch Gateron Pro Black ($19,99) e il cavo coil ($19,99).

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Ho varie passioni che ruotano intorno alla tecnologia come gli smartphone, i PC e i videogiochi ma con la diffusione delle cuffie wireless mi sono avvicinato sempre di più al mondo dell'audio fino a rimanerne stregato e diventarne un grande appassionato.

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