La suite Strumenti di scrittura AI di Gboard si espande oltre i Pixel. Grazie a Gemini Nano, la funzione arriva anche su dispositivi come OnePlus 13.
Le tastiere degli smartphone evolvono in strumenti di scrittura intelligenti grazie all’intelligenza artificiale generativa, la quale offre capacità di modifica del testo in tempo reale. La suite “Strumenti di scrittura” di Gboard rappresenta una delle innovazioni in questo campo, un sistema potenziato dall’AI che permette di alterare i testi senza la necessità di usare software esterni per la revisione grammaticale o stilistica.
Un cambiamento importante interessa la disponibilità di questa suite, che cessa di essere una prerogativa dell’ecosistema Pixel. La sua comparsa su smartphone come il OnePlus 13, documentata da fonti come Android Authority, sancisce l’avvio di una distribuzione molto più ampia. L’espansione, sebbene priva al momento di conferme ufficiali da parte di Google, mostra una nuova direzione per le funzioni AI on-device. La nuova funzione si basa su Gemini Nano, il modello linguistico compatto che Google ha sviluppato per operare localmente, senza un costante ricorso al cloud e con un impiego ottimale di risorse hardware limitate.



La storia di Gemini Nano è legata all’evoluzione dei Pixel. Il suo debutto avvenuto con il Pixel 8 Pro, dove il modello elaborava unicamente input testuali. Un’evoluzione si è verificata con l’introduzione dei Pixel 9, quando il modello ha acquisito capacità multimodali, con la facoltà di processare anche immagini e audio. Lo sviluppo ha reso possibile l’integrazione su altri smartphone, la cui idoneità dipende da processori avanzati come Snapdragon 8 Elite e Dimensity 9400. La compatibilità hardware appare, di conseguenza, il criterio fondamentale che determina l’accesso a questa funzione avanzata di scrittura. L’attivazione per l’utente finale è semplice: un tap sul pulsante dedicato in Gboard avvia un download, e al termine dell’installazione le opzioni di correzione e riformulazione del testo diventano immediatamente operative.
Google ha pubblicato una pagina di supporto che indica la disponibilità ufficiale per Pixel 9 e modelli successivi e che elenca le lingue supportate. Tra queste figurano italiano, inglese, cinese, francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo. Tuttavia, l’attuale fase di implementazione mette in luce le criticità dell’ecosistema Android, prima fra tutte la frammentazione. Il rollout non è uniforme su tutti i dispositivi teoricamente compatibili. Un esempio è il Galaxy Z Fold 7, che, pur in possesso i requisiti, non ha ancora ricevuto l’aggiornamento. L’attuale divario impone una riflessione sulle politiche a lungo termine di Google, sospesa tra l’opzione di un’ampia adozione della compatibilità e la volontà di riservare gli “Strumenti di scrittura” ai modelli di punta.

















































