Fujifilm X-M5 recensione: la nostra prova sul campo della mirrorless APS-C compatta. Scopri pregi, difetti e perché è una piccola ammiraglia con compromessi.
Ho utilizzato la Fujifilm X-M5 per circa un mese e, in questo periodo, mi ha accompagnato praticamente ovunque assieme al Fujinon 18-135mm. È una fotocamera mirrorless APS-C che mi è piaciuta parecchio sotto tanti aspetti, soprattutto per la qualità che riesce a tirare fuori considerando le dimensioni davvero contenute. Non è però esente da qualche compromesso e ci sono alcune cose che non mi hanno convinto completamente.
In questa recensione vi racconto come si è comportata Fujifilm X-M5 durante l’utilizzo, quali sono secondo me i suoi punti di forza e quei piccoli difetti che è giusto conoscere prima di prenderla in considerazione.
Design e costruzione
Fujifilm X-M5 è una mirrorless APS-C davvero compatta. Con i suoi 355 grammi di peso è una di quelle fotocamere che puoi tranquillamente portarti dietro tutto il giorno senza accorgertene. Se poi la abbinate a un obiettivo pancake diventa ancora più interessante perché occupa pochissimo spazio e basta una semplice tracolla per averla sempre con sé.
Una delle prime caratteristiche che salta all’occhio è l’assenza del mirino elettronico. All’inizio può sembrare una mancanza importante, soprattutto se siete abituati a utilizzarlo, ma dopo qualche giorno ci si fa l’abitudine. Lo schermo completamente orientabile svolge bene il suo lavoro e permette di inquadrare in qualsiasi posizione.


C’è però un aspetto che ho notato durante le prove: il display non restituisce sempre un’anteprima fedele dello scatto finale. In alcune situazioni la foto sembrava sottoesposta sullo schermo mentre una volta aperta sul PC risultava addirittura sovraesposta. Fortunatamente i file della Fujifilm X-M5 hanno un margine di recupero davvero elevato, quindi nella maggior parte dei casi si riesce a sistemare tutto senza difficoltà.
Come da tradizione Fujifilm, la qualità costruttiva è eccellente. La costruzione è curata nei minimi dettagli e anche dal punto di vista estetico rimane una delle fotocamere più belle della categoria. Lo stile vintage continua ad avere un fascino particolare.
Ergonomia e comandi
Le ghiere sono tante, ben costruite e trasmettono un feeling davvero piacevole durante l’utilizzo. Anche i pulsanti sono distribuiti abbastanza bene e permettono di gestire rapidamente tutte le impostazioni.


L’unico tasto che non mi ha convinto è il pulsante “Q“. È troppo incassato tra due ghiere e, soprattutto se avete dita abbastanza grandi, può risultare scomodo da premere. Anche il grip è molto ridotto, la presa rimane sufficiente per un utilizzo normale, ma durante sessioni lunghe si sente la mancanza di un’impugnatura più pronunciata che avrebbe migliorato il comfort.
Sul lato connessioni troviamo ingresso audio, HDMI e USB-C, mentre sotto lo sportellino della batteria è presente anche l’unico slot per la scheda SD. Peccato proprio per l’assenza di un secondo slot.
Prestazioni e autonomia
Fujifilm X-M5 utilizza le batterie NP-W126S che su questo corpo vengono gestite molto bene. L’autonomia non è da record ma è comunque superiore rispetto ad altri modelli Fujifilm che utilizzano la stessa batteria.


Il merito è sicuramente anche dell’X-Processor 5 che lavora insieme al sensore X-Trans CMOS 4 da 26 megapixel. Una combinazione che permette a questo corpo compatto di registrare video fino al 6.2K a 30 fps, offrendo prestazioni davvero sorprendenti per una fotocamera di queste dimensioni.
Qualità fotografica
La qualità delle fotografie è quella che ci si aspetta da Fujifilm. La resa dei file è ottima, i colori hanno la classica “pasta” che contraddistingue il marchio e il livello di dettaglio è molto buono.


Uno degli aspetti che mi ha colpito di più è la gestione degli alti ISO. Anche arrivando a 6400 ISO i file rimangono perfettamente utilizzabili e, se compare un po’ di rumore digitale, si elimina facilmente in post produzione senza compromettere troppo la qualità finale.
Le aberrazioni cromatiche sono davvero leggere e durante le prove non ho mai riscontrato problemi importanti di vignettatura. Anche quest’ultima, quando presente, si corregge facilmente.


La velocità dell’autofocus è sorprendente. È rapido, preciso e difficilmente perde il soggetto anche nelle situazioni più complicate. L’unico vero limite che ho trovato riguarda la distanza minima di messa a fuoco, che con questa configurazione è di circa 45 centimetri e risulta un po’ limitante in alcune situazioni.
Un’altra cosa che mi è piaciuta molto è la capacità di recuperare le alte luci. Anche quando mi è capitato di sovraesporre qualche scatto a causa della differenza tra display e risultato finale, sono sempre riuscito a recuperare gran parte delle informazioni.
Prestazioni video
La qualità video è elevata e si percepisce che sotto il cofano della Fujifilm X-M5 c’è un hardware molto potente. L’autofocus continua a lavorare in maniera precisa anche con soggetti in movimento e la resa cromatica è talmente piacevole che alcune clip ho deciso di lasciarle esattamente come erano uscite dalla fotocamera.


Il corpo non integra la stabilizzazione sul sensore, ma se utilizzata con un obiettivo stabilizzato si riescono comunque a ottenere riprese molto fluide.
Il limite che ho riscontrato durante i video riguarda lo zoom manuale dell’obiettivo utilizzato. La ghiera non è abbastanza fluida per effettuare zoom progressivi durante la registrazione e spesso il movimento risulta poco uniforme.
I compromessi da conoscere
Fujifilm X-M5 non è tropicalizzata e questo è probabilmente uno dei peccati più grandi di questo corpo. Considerando quanto è compatta sarebbe stata la compagna perfetta da portare ovunque, anche nelle situazioni meteo meno favorevoli.

Un altro compromesso è ovviamente l’assenza della stabilizzazione interna, compensata però molto bene se si utilizzano obiettivi dotati di stabilizzazione ottica.

Infine rimangono il grip poco pronunciato e il singolo slot SD, due aspetti che chi utilizza la fotocamera in modo più intensivo potrebbe sentire maggiormente.
Conclusioni
Fujifilm X-M5 mi ha lasciato davvero una buona impressione. È una fotocamera piccola, leggera e molto piacevole da utilizzare, capace di offrire una qualità fotografica e video che fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile su un corpo di queste dimensioni.
Ha qualche compromesso come l’assenza del mirino elettronico, della tropicalizzazione e della stabilizzazione interna, ma riesce comunque a compensare con una qualità d’immagine elevata, un autofocus molto affidabile e un recupero dei file davvero impressionante.
Prezzo
Anche il prezzo la rende particolarmente interessante. Online si trova generalmente tra i 700 e i 900 euro e, considerando quello che offre, secondo me è una cifra assolutamente giustificata.
Se cercate una mirrorless compatta da portare sempre con voi, capace di realizzare fotografie e video di alto livello senza dover trasportare uno zaino pieno di attrezzatura, la Fujifilm X-M5 è sicuramente una fotocamera che merita di essere presa in considerazione.
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