AMD Ryzen Zen 6: fino a 24 core per desktop (12 per CCD), chiplet anche su notebook, nuova interfaccia di comunicazione e socket AM5 confermato (Leak).

Le voci di corridoio si intensificano: AMD sembra pronta a fare un grande passo avanti con la prossima generazione di processori Ryzen, nome in codice “Medusa”. Si parla di cambiamenti importanti per l’architettura Zen 6, sia per i computer desktop (“Medusa Ridge”) che per i notebook (“Medusa Point”). L’aumento del numero di core, un uso più esteso dei chiplet e il mantenimento della tecnologia 3D V-Cache sono solo alcuni degli aspetti che emergono.

Le informazioni arrivano da fonti considerate attendibili, il canale YouTube Moore’s Law is Dead e il leaker Zhangzhonghao sul forum Chiphell. Entrambi hanno un buon curriculum quando si tratta di anticipazioni nel mondo dell’hardware, il che rende le prospettive per la prossima famiglia di processori AMD Ryzen molto interessanti.

I processori AMD, specialmente quelli per desktop, sono composti da unità più piccole, i chiplet, chiamati CCD (Core Complex Dies). Questo design permette ad AMD di sviluppare componenti in modo più efficiente. Fin dal lancio della prima serie Ryzen nel 2017, ogni CCD ha avuto un massimo di 8 core. Di conseguenza, il processore più potente di ogni generazione poteva arrivare fino a 16 core, utilizzando due CCD. Anche i recenti Ryzen 9000, basati sull’architettura Zen 5, hanno seguito questa strada. L’azienda si è concentrata sul migliorare altri aspetti, come la velocità di comunicazione tra i core e l’introduzione di tecnologie come la 3D V-Cache.

Sembra che AMD sia pronta a fare un ulteriore progresso con la generazione Zen 6, aumentando il numero di core per ogni CCD a 12. Un cambiamento che permetterebbe ai processori Ryzen 9 di raggiungere i 24 core, offrendo un potenziale miglioramento anche nei modelli inferiori, come i Ryzen 7 e Ryzen 5.

Il nuovo CCD Zen 6, secondo quanto trapelato, sarebbe leggermente più grande del precedente (75 mm² contro 70,6 mm²). La struttura della cache, però, rimarrebbe la stessa, arrivando fino a 96 MB. Tutto questo suggerisce l’utilizzo di un processo produttivo più avanzato, capace di inserire più circuiti in uno spazio simile. MLID indica TSMC come produttore, ma non è chiaro quale processo verrà utilizzato. Si ipotizza l’N3P (3 nm) o addirittura l’N2 (2 nm), tecnologie all’avanguardia previste per il 2025 e il 2026.

Una delle novità più rilevanti riguarda la serie Medusa Point, destinata ai notebook ultrasottili. Per la prima volta, AMD adotterebbe l’uso di chiplet anche in questa linea. I suoi predecessori, come i Ryzen AI 300 “Strix Point”, utilizzano un design monolitico, con tutti i componenti in un unico blocco. La modifica avvicinerebbe i processori per laptop alle versioni desktop, offrendo ad AMD maggiore flessibilità. I CCD ospitano la CPU, mentre gli IO Dies (IOD) gestiscono le connessioni, la grafica integrata e la Neural Processing Unit (NPU).

Secondo le indiscrezioni, l’IOD dei Ryzen Medusa Point avrebbe una dimensione di 200 mm². Manterrebbe le 16 Compute Unit (CU) della GPU dell’attuale generazione, ma beneficerebbe di un’interfaccia di memoria più ampia (128 bit) e dell’aggiunta dell’Infinity Cache. Quest’ultima è una memoria aggiuntiva utilizzata da AMD per velocizzare il trasferimento dei dati. Anche se la GPU potrebbe essere simile a quella attuale, il miglioramento del sistema di memoria garantirebbe maggiori prestazioni alla grafica integrata, fornendole più dati e, di conseguenza, offrendo un’esperienza migliore.

Per quanto riguarda i desktop, i Ryzen Medusa Ridge seguirebbero la strada dell’attuale generazione, con un IOD più semplice (155 mm²) e una grafica integrata di base. Il componente, però, non si affiderebbe solo a una NPU potente, ma integrerebbe anche una nuova interfaccia di comunicazione con i CCD per aumentare la velocità e ridurre i ritardi. Un altro dettaglio importante è la compatibilità dei nuovi AMD Ryzen con il socket AM5, già utilizzato dai Ryzen 7000 e Ryzen 9000. Chi possiede una scheda madre AMD delle serie 600 e 800 potrà passare alla nuova generazione semplicemente acquistando la nuova CPU.

Questi sono solo i primi dettagli, e MLID promette ulteriori informazioni. Il lancio dei nuovi Ryzen con architettura Zen 6, che potrebbero chiamarsi “Ryzen 11000”, è previsto tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Sicuramente, nuove indiscrezioni arriveranno prima di quella data.

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Team CEOTECH
La tecnologia dovrebbe arricchire la vita delle persone oltre a tutelare il pianeta.