Luglio 21, 2019

Huawei Mate 20 Pro lo smartphone dei record

Correva il 2013 quando Huawei C presentò il primo Mate, con schermo da 6,1 pollici e Android 4; da allora il nome è rimasto a identificare i phablet della casa cinese, vale a dire i modelli con schermo più grande e caratteristiche di fascia più alta. Con il Mate 20 Pro, presentato il 16 ottobre insieme al fratello minore Mate 20, Huawei ha creato un oggetto che attualmente si pone ai vertici della produzione Android, con caratteristiche davvero innovative e delle prestazioni al top. Non è un momento tranquillo per il terzo produttore mondiale di smartphone (dopo Apple e Samsung): un prodotto molto costoso come il Mate 20 Pro va a scontrarsi con gli appena annunciati iPhone XS/XR e con concorrenti altrettanto agguerriti come i nuovi Pixel di Google o gli onnipresenti Samsung Galaxy/Note. La strada scelta da Huawei, l’innovazione, a nostro avviso è quella giusta: il Mate 20 Pro costa molto ma offre anche molto, semplicemente ha funzioni che nessun’altro può oggi offrire, nemmeno Apple.

Il modello ricevuto in prova non ha un software definitivo, come chiaramente ammesso durante la presentazione alla stampa; sono prevedibili dunque ancora margini di miglioramento in particolare a carico della fotocamera. Rispetto al precedente Mate 10 Pro, il nuovo modello è più compatto. Il segreto è nel display con rapporto d’aspetto di 19,5:9, rispetto ai canonici 18:9. Ciò gli conferisce una forma stretta e allungata, più facile da impugnare anche per chi ha le mani piccole. La larghezza del telaio è di 72,3 contro 74,5 millimetri. Il display adesso è di tipo curvo, praticamente senza cornici. C’è più spazio utile a disposizione e l’impatto iniziale è molto simile a quello del Samsung Galaxy 9. Diciamo subito che non siamo fanatici degli schermi curvi, siano essi coreani o cinesi. Gli elementi sui bordi appaiono distorti (vedi le lettere Q e P della tastiera), sui bordi c’è una leggera differenza di luminosità, la sensazione di presa è meno salda e a volte si azionano involontariamente icone ai margini dello schermo. Probabilmente è solo questione di abitudine, basta un po’ di tempo per prenderci la mano.

Però quei bordi meno luminosi hanno lo stesso effetto psicologico di un pixel bruciato su un angolo di un display perfetto: non dà nessun problema pratico ma dà fastidio sapere che c’è. Di per sé la qualità del pannello Amoled è ottima, con un nero profondo e un bianco davvero puro. La luminosità è perfino esagerata, ma aiuta all’aperto sotto il sole. Nella parte bassa del display, sotto il touchscreen, si trova il sensore per le impronte digitali. Per la nostra esperienza, la velocità e l’affidabilità sono simili a quelle del sensore separato del Mate 10 Pro, quindi ottime; in più riesce a leggere l’impronta anche se le dita sono leggermente umide. Anche il sistema di riconoscimento facciale funziona a dovere. Il primo aspetto esclusivo del Mate 20 Pro è il processore Kirin 980.

È il primo nel mondo Android con un processo produttivo a 7 nanometri (l’Apple A12 lo ha anticipato di qualche settimana) e il primo a utilizzare il nuovo core Arm Cortex-A76. Ha una frequenza di clock massima di 2,6 GHz (una modalità ad alte prestazioni è impostabile dal pannello di controllo) ed è affiancato da 6 GB di memoria Ram Lp-Ddr4X. Le prestazioni, lo diciamo subito, sono superiori al Qualcomm Snapdragon 845 e al Samsung Exynos 9810 utilizzato sul Note 9, entrambi a 10 nm. In pratica è il più potente in assoluto oggi sul mercato, a parte sempre l’A12 di Apple (ma lì conta anche l’insieme Cpu / iOS molto più ottimizzato). Anche le prestazioni della Gpu sono molto alte, rendendo il Mate 20 Pro un’eccellente scelta per i giochi e la realtà virtuale aumentata. In più scalda davvero poco: anche nelle sessioni più impegnative, sul retro del telaio il calore è modesto. Ultimo, ma non meno importante, i consumi: l’autonomia della batteria da 4.200 mAh arriva tranquillamente a un giorno e mezzo, anche due se non si esagera con i giochi e i film. L’alimentatore in dotazione è da ben 10 volt e consente di raggiungere il 70% di carica in 30 minuti.

C’è anche la ricarica wireless (la base è da 15 watt) e i Mate 20 sono i primi telefoni al mondo a supportare il reverse charging, vale a dire che consentono di ricaricare in modalità wireless un altro dispositivo compatibile con lo standard Qi. Per espandere la memoria interna sono necessarie le nuove nano Sd, che costano un po’ di più rispetto alle micro Sd e per ora si trovano su Amazon. Tali schede vanno nello slot per la seconda Sim card.

Passiamo alla fotocamera. Per la prima volta troviamo una triplice soluzione organizzata in questo modo:

•    Standard: 40 Mpixel,

F/1.8, focale equivalente 27mm

•    Grandangolo: 20 Mpixel,

F/2.2, focale equivalente 16mm

•    Zoom 3X: 8 Mpixel,

F/2.4, focale equivalente 80mm

a cui si aggiunge uno zoom digitale 5X assolutamente da non disprezzare per la qualità ottenibile. In pratica la fotocamera copre le lunghezze focali 16-270 mm. Per tutte e tre le fotocamere c’è lo stabilizzatore ottico e un autofocus ibrido phase detection più telemetro laser. Il tutto è assistito dall’intelligenza artificiale, che virtualmente ha una potenza raddoppiata: nel Kirin 980 c’è un dual Npu (Neural Processing Engine). Vengono automaticamente riconosciuti 25 scenari diversi e migliaia di oggetti specifici all’interno dell’inquadratura; alla foto vengono di volta in volta applicate le impostazioni migliori, anche se continuiamo ad assistere a svarioni cromatici in alcune occasioni limite (in questi casi è meglio disattivare la modalità IA). Le foto di notte sono entusiasmanti; anche con pochissima luce ed elementi di disturbo la foto riesce sempre, con un rumore contenuto e dettagli ammirevoli. Da questo punto di vista è la migliore soluzione sul mercato. L’aspetto più utile è comunque il poter disporre contemporaneamente del grandangolo e dello zoom: sono più sfruttabili di quanto si possa immaginare.

L’app per la fotocamera è completa ed efficace; c’è la modalità Pro e il supporto ai file Raw, ma richiede un po’ troppo spesso la connettività dati, probabilmente per alcune funzioni legate all’IA. Ottimo l’effetto bokeh nei ritratti (la sfocatura dello sfondo) e le foto macro, che alla distanza minima di 2,5 cm offrono risultati apprezzabili. La fotocamera frontale da 24 Mpixel non eccelle ma è adeguata per i selfie; convincenti infine i video a 4K/30 fps e sopratutto a 1080p/60fps. Il Mate 20 Pro promette faville nella realtà aumentata con un hardware simile; alla presentazione abbiamo visto fare la scansione 3D di un peluche, animare il modello e piazzarlo nell’ambiente circostante (al momento però non c’è traccia delle app necessarie).

Tra la dotazione di contorno citiamo il modem 4G Lte Cat 21, capace di 1,4 Gbit al secondo in download (rete e provider permettendo), la porta Usb type C in standard 3.1, il sensore IR e il barometro. Il telaio ora è in standard IP68 e resiste alle immersioni in acqua a 2 metri fino a 30 minuti. Scompare però il jack audio.

Concludendo, questo Mate 20 Pro è impressionante per la quantità e la qualità delle funzioni che porta per la prima volta sul mercato. Questo è il fattore che può spingere gli indecisi su questo modello anziché su un iPhone XS, visto il costo non troppo dissimile. C’è ancora qualcosa da limare a livello software, il display curvo può non piacere a tutti così come l’interfaccia proprietaria Emui, giunta alla versione 9; siamo però di fronte al miglior smartphone Android visto in giro quest’anno. Per quanto riguarda il prezzo, certamente elevato, vogliamo sperare in un ribasso nei prossimi mesi, magari in occasione di qualche offerta natalizia.

CARATTERISTICHE

Display: 6,39” Amoled, 3.120 x 1.440 • Chipset: Hisilicon Kirin 980 • Cpu: octa core (4xCortex-A76 + 4xCortex-A55) • Gpu: Mali G76 MP10 • Memoria (Gbyte): 6 • Storage interno (Gbyte): 128 • Slot di espansione: Nano Sd • Fotocamera post.: 40 Mpixel F/1.8+20 Mpixel F/2.2+8 Mpixel F/2.4 • Fotocamera ant.: 24 Mpixel F/2.0 • Apparato radio: Lte Cat.21 • Connettività: Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 5.0, Nfc, Usb type C • Sensori: Accelerometro, giroscopio, prossimità, barometro, bussola, fingerprint • Gps integrato: dual band A-Gps • Radio Fm: No • Batteria (mAh): 4.200 • Dimensioni (mm): 157,8 x 72,3 x 8,6 • Peso (g): 189 • Sistema operativo: Android 9.0 + Emui 9.0

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Francesco Palmieri

Blogger & Consulente Aziendale per il Mercato Estero

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